lunedì 30 aprile 2012

Matrimonio part-time per sopravvivere alla noia!

Flessibilità. Un concetto che va tanto di moda nel nuovo millennio mordi e fuggi ma che non viene  applicato proprio dove dovrebbe: il matrimonio.
No, ditemi, avete mai fatto una passeggiata al parco in una qualsiasi domenica pomeriggio o in un giorno di festa? Quanti musi lunghi avete incontrato? Io ne vedo sempre a dozzine. L’unico muso lungo che non incontro è quello di Gastone che rifugge i clichè della domenica come la peste. E io con lui. Dunque tra di noi abbiamo applicato la regola aurea dell’ognun per sè e Dio per tutti. Unico modo per sopravvivere all’inevitabile noia del matrimonio.
Allora mi chiedo: perché non rendere flessibile anche il matrimonio?
Immaginate un po’ con che animo più leggero pronunceremmo tutti il fatidico sì se alle solite frasi se ne aggiungesse anche un’altra:

prometto di non costringerti a seguirmi ovunque anche se non vorrai e di lasciarti godere la tua esistenza per la metà del tempo che passeremo insieme.

In altre parole, un matrimonio part-time. Voi direte: e i figli? Graviterebbero all’interno di una famiglia dove non si ode quanto segue:

- ancora a giocare a calcetto??? Mi sono stufata delle tue partite di calcio!
- non mi porti mai da nessuna parte!
- dobbiamo andare a pranzo da tua madre??? Ancora????
- stai sempre a smaltarti le unghie!
- vuoi chiudere quel telefono?
- I tuoi amici non li sopporto!
- Le tue amiche sono tutte oche!
- Ascolti della robaccia!
- Sex and the city è roba per donne senza cervello!
- Ecchepalle!
- Eccheppalle lo dico io!
- No, io!
- Ioooooooooooooooooooooooooooooooooooo!

sabato 28 aprile 2012

Gli uomini, gli oggetti che scompaiono e la telecinesi

La Felpa.

- G: Hai visto la felpa blu?
- IO: è lì!
- G: lì dove?
- IO: Lì.
- G: Non c’è!

La felpa blu era 3 cm più in là di lì.

Il biberon.

- G: dov’è il biberon?
- IO: è lì.
- G: dove lì?
- IO: al solito posto.
- G: non c’è!
- IO: c’è.
- G: ti dico di no.

Il biberon era 5 cm più in là di lì, sotto un canovaccio. Cercandolo...

La spazzola.

- G: dov’è la spazzola?
- IO: o è lì o è là.
- G: che vuol dì?
- IO: abbiamo due bagni, o è lì o è là.
 - G: non c’è!

Abbiamo scelto i bagni in stile tra il povero e l’essenziale. Tra tutti e due contano un mobiletto e due - dico due! - cassetti. Ci vogliono 45 secondi per cercare e trovare qualcosa.

E si arriva all’armadio.

- G: hai visto il mio gilet blu?
- IO: no ma senza vederlo so già che è lì.
- G: strano, non c’è.
- IO: strano?!
- G: non è possibile, non c’è!

Il gilet blu, come da copione, è lì, nascosto sotto quello giallo ma pur sempre lì. Spostando due maglie la ricerca avrebbe dato buoni risultati in meno di tre minuti.

Dunque, le ipotesi sono due:
A) quando un uomo e una donna si sposano l’uomo, pur senza saperlo, sviluppa il potere di spostare gli oggetti con la telecinesi. Più pensa a quello che sta cercando più l’oggetto del suo desiderio si sposta. La donna, dotata da madre natura di un intuito da Sherlock Holmes e del fiuto di un cane da tartufo, riesce a scovare l’oggetto prima della sua scomparsa definitiva.

B) una parte del cervello maschile non meglio identificata una volta superata la soglia di casa cessa di funzionare. In sua sostituzione se ne attiva un’altra in grado di partorire un’unica espressione: ‘dov’è?’

mercoledì 25 aprile 2012

Gastone, senza pupù non puoi essere un High Care Dad!

Ebbene sì, uomini di altri tempi fatevi da parte: oggi va di moda l’High Care Dad. Sembra infatti che il modello di babbo ultraccessoriato (lava, veste, porta a scuola i pupi e se ne prende cura al 100%) stia spopolando, promettendo di risparmiare un coccolone alla mamma multitasking alle prese con troppe faccende domestiche e di lavoro contemporaneamente.
Tant’è: stamattina, davanti al mio caffè, mi chiedevo in che categoria posso inserire Gastone.
E così ho preso l’articolo di Myself dove si narrano le gesta dell’HCD e ho iniziato a fare le pulci alla giornata di Gastone. Ne emerge quanto segue:

ore 6.30, il pupo piange da voglia di latte. Gastone:

- Acdgtrererbagsgdhjsdghdghsdg! Guando bimbo fatto pappa sveglia me!

Augh!

ore 7.30, il pupo dopo aver soddisfatto le voglie di latte soddisfa quelle di intestino

- Mammaaaaaaaa! Una puzza, ti prego, mi sono appena svegliato!


ore 13.30, il pupo fa la pappa! Gastone:

- no, ti prego, ho solo un’ora di pausa, devo andare a correre, devo allenare la gamba! (?)

ore 15.00, il pupo ha allenato l’intestino. Gastone:

- mamma, e dai che puzza, sto mangiando di corsa e poi scappo al lavoro!!!

ore 23, il pupo si sveglia perché ha perso il ciuccio. Ma l’intestino neonato dorme!

- dai mamma, stai pure al letto, vado io! (!?!?!?)


Dunque, caro Gastone, non ci siamo. Se non fai amicizia con la pupù di tuo figlio non puoi essere un High Care Dad!

lunedì 23 aprile 2012

So cosa farò da grande: Beep Beep!

Stasera si è consumata la vera iniziazione di mia figlia in quel mondo che le permetterà di capire da che parte vuole stare! La Nanetta Biondina ha visto il suo primo episodio di Wile Coyote. Non so se su di lei avrà lo stesso effetto. Per me Beep Beep è stata una folgorazione su tutta la linea. Credo di aver maturato quasi subito la consapevolezza di voler apprendere tutto ma proprio tutto del modo di fare dello straordinario pennuto: un ko dietro l’altro senza sprecare neanche una goccia di sudore.
Eleganza, calma, pazienza, astuzia, rilassatezza e nessuna pietà per chi si ostina a romperti, appunto, i bip bip!
E così stasera ho dato una bella rinfrescata alla memoria e ho deciso che entro i miei 40 anni deve avvenire la metamorfosi definitiva: devo tirare fuori il Beep Beep che è in me.
Ed ecco quindi le regole ferree per evitare che i prossimi 200 soggetti affetti da sindrome di Wile Coyote mi rompano i bip bip:

- calcolare il numero di attenzioni che il soggetto simil Coyote tende a rivolgermi: se il Diavolo ti accarezza vuole l’anima e per averla ti sbriciolerà i bip bip.
- calcolare quante volte il soggetto sotto esame ripete la parola IO nelle nostre conversazioni. I fallimenti continui di Wile Coyote sono causati anche e soprattutto da quanto sovrastima le sue potenzialità. Più considera alte le sue, meno tenderà a considerare alte le tue.
- allenarmi a correre veloce.

A tutti  coloro che si sentono Wile Coyote e che avevano intenzione di rompermi i cosiddetti dico una cosa sola: Beep Beep!

p.s. alla fine del cartone animato a domanda “Amore, chi ti piace di più tra lo struzzo e il coyote?”, mia figlia risponde: “Beep Beep!”. Queste son soddisfazioni!