martedì 24 gennaio 2012

Mamma, il fratellino è un lemure?

“Mamma mi compri una zebra? Una vera però”. “Mica male come idea, e dove la mettiamo?”, “Ma come, mamma, sul tappeto, non vedi che ci entra?”. Occhio e croce sì, le proporzioni sono quelle. Una zebra è giusto quello che ci manca. Difficile credere che gli autori di Madagascar non lo avessero previsto: prima di arrivare all’uccellino, il pupo adesso vola alto.  A primo istinto ci prova con la zebra, il leone, la giraffa e l’ippopotamo, inseguendo il sogno di avere amici come Martin, Alex, Melman e Gloria. L’ingombro giusto per il salone di casa mia.
“Mamma, non possiamo comperare un pinguino, però! I pinguini vivono al freddo”. Saggezza di bimba.
Di fatto vivrebbero meglio dei pinguini a Ravenna di quanto potrebbe fare una zebra ma dopo aver messo una zebra in salotto, la giraffa nel box doccia per tenerle la testa dritta, un ippopotamo nella vasca da bagno (che non ho!) e un leone davanti alla porta (hai visto mai che qualcuno voglia entrare in casa), i pinguini dove li metto? Nel frigo non c’è posto. Ieri sera la Nana biondina mi ha anche confidato di volere un maialino che si chiama Lotte.
Insomma, mia figlia oggi è come Cocò quello che vede vo! E’ per questo che se posso salto abilmente di canale quando danno Lola e Virginia. Una delle due vive in una mastodontica villa con piscina, gira sempre con gli occhiali da sole in testa, indossa solo vestiti firmati. State sicuri che la Nana biondina, come qualsiasi altra, non si immedesimerà mai nella più dimessa Virginia: occhialuta, paffutella e vestita in maniera normale.
Alla fine ci si deve pure accontentare. Visto che non possiamo difenderci dall’invasione del futile e dell’inutile che dal tubo catodico rinsecchisce i cervelli dei nostri bambini, salvo oscurando una parte di mondo e togliendo la televisione (non credo che sia la soluzione), abbiamo un’altra arma da usare: scegliere, selezionare, spiegare.
Ho iniziato dunque a spiegare a mia figlia che tra la realtà e la finzione c’è di mezzo quanto segue: casa nostra non è una succursale in cemento del Madagascar e nemmeno dello zoo di San Diego. Parlare è meglio che ruttare e se anche re Julien lo fa rumorosamente pazienza. I lemuri ruttano. “Mamma, quindi il fratellino è un lemure?”. Non c’è una risposta per tutto!

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