venerdì 10 febbraio 2012

Multitasking: a volte alle donne piace soffrire!

Dunque, se avevo qualche dubbio la ricerca della Michigan State University pubblicata su American Sociological Review me ne ha dato la conferma: a noi donne piace soffrire.
Secondo la ricerca infatti le donne in carriera soggette al multitasking (che non è la capactà di portarsi dietro indumenti pieni di tasche dove riporre quello che non serve girando per casa!) sono a rischio malattia e più stressate dei mariti. Fare troppe cose nello stesso tempo (questo vuol dire multitasking) ne mette a repentaglio il benessere psico fisico. Uno direbbe: vedi, bisogna prendere la vita con più calma! Eppure, sempre secondo la ricerca, questa categoria di donne è più felice delle casalinghe.
Potrei capire se dalla ricerca fosse emerso che le donne che lavorano, hanno mariti ultraservizievoli, una tata h24, i nonni vai e vieni per casa etc siano al top della forma, ma il resto stento a capirlo.
I sintomi della sindrome ‘io mi faccio del male’ ci sono e sono anche parecchi: mai visto al parco una mamma con tacco 12? Io sì e vedo che in giro per la rete se ne discute parecchio. Dunque ho assistito alla seguente scena: dopo averlo posato, il bimbo (eh già, nonostante il terreno impervio del parco dei giardini pubblici di Ravenna la suddetta mamma tacco 12 lo portava anche in braccio), per giunta paffutello, nemmeno a dirlo, ha preso il largo verso lidi più intriganti. La mamma mi ha guardata per qualche secondo pietrificata, con in faccia stampata l’espressione di chi non sa se cadere subito o aspettare che qualcuno si giri dall’altra parte, visto che mezzo parco era rivolto verso di lei pronto a godersi lo spettacolo. Alla fine si è fatta coraggio e con un portamento che ne ha distrutto la femminilità (per non cadere ha dovuto, non chiedetemi perché, piegarsi il più possibile sulle ginocchia chiedendo aiuto a tutto il corpo), è riuscita a raggiungere il pupo che è tornato in braccio alla mamma ed è stato repentinamente portato via. Ho sentito i miei piedi fremere  dall’orgoglio della ciabattina. Ora, ditemi, non avrà sofferto quella mamma in quei secondi di terrore in cui si è vista senza figlio e pronta a precipitare miseramente tra radici, erba e terreno?
Ora, tornando al multitasking, non venitemi a dire: molte donne non possono fare altrimenti. C’è sicuramente una fetta anche consistente di donne che se la deve davvero sbrigare da sola. L’altra fetta agogna le sofferenze. Insomma, se si lavora e si hanno due figli e non si ha nessuno che ci corra in soccorso non è scritto da nessuna parte che i pupi debbano fare lunedì calcetto, martedì musica, mercoledì karate, giovedì inglese e venerdì nuoto. Senza contare le lezioni di danza della sorellina e il catechismo. Chissenefrega se i figli della vicina o della collega di lavoro fanno tutto ciò. O, peggio, se nella vostra città ‘è uso’ fare tutto ciò. “Ah, ma lo fanno tutti!”. Espressione che non capirò mai. Lo fanno tutti dovrebbe bastare per scegliere altro.
La ricerca sostiene che una soluzione per non perire è chiedere aiuto ai mariti. Molti non possono darlo per ragioni lavorative, la maggior parte per questioni di testa: gli uomini non sono formattati per il multitasking.
Tant’è: se vedete che nella giornata di vostro marito il tempo per aiutarvi c’è e manca solo la buona volontà pretendetelo. Se è un buongustaio fate lo sciopero dei fornelli. Dopo due giorni di fame cederà.

Reazioni:

2 commenti:

Ho letto il tuo post. E' molto interessante.
Io sono pienamente d'accordo con te che a noi donne piace soffrire.
Mi ricordo io sul lavoro ero un multitasking.....non solo sul lavoro anche a casa. A noi donne piace fare tutto da sole e prendere tutte le responsabilità.

Eh già, a chi lo dici! L'unica sofferenza che al momento ho messo da parte sono i tacchi! A presto!!!!

Posta un commento