mercoledì 29 febbraio 2012

I colori del cambiamento: storie di donne che hanno vinto la sfida

C'è chi ha trovato il suo angolo di mondo nella naturopatia, chi nella bigiotteria, chi nell'ecologia. Tutte hanno trovato il loro angolo di mondo cavalcando il coraggio di un cambiamento.

A tessere il filo di queste storie in un pomeriggio di racconti di vita vissuta, con interventi di esperti, è Arpège, un'associazione culturale il cui scopo principale è sviluppare e diffondere la cultura nelle sue varie forme, anche attraverso scambi culturali, in Italia e all'estero, nonché di svolgere attività ricreative e di intrattenimento.
"I colori del cambiamento. Storie di donne" è il titolo dell'incontro organizzato in due date, il 16 e il 30 marzo prossimi,  nella sede dell'Archivio storico della città di Torino, via Barbaroux (angolo via Stampatori) dalle 16 e 30 alle 19 e 30. Due pomeriggi che avranno come protagoniste storie di cambiamenti profondi, vissuti da donne che racconteranno la determinazione e il sacrificio con il quale hanno raggiunto l'obiettivo di riappropriarsi del loro tempo.
Tiziana Pia, agronomo appassionato di musica e cultura, presidente e cofondatrice dell'associazione, racconta come si è sviuppata l'idea dell'evento: "Tutto è nato - racconta - quando ho iniziato a pensare a come aiutare una mia amica che aveva fatto una scelta di vita radicale: un divorzio, aveva appena cambia lavoro, due figli di 9 e 10 anni. Oggi fa della bigiotteria d'artista. Mi chiedevo cosa avrei potuto fare per aiutarla. Pensavo che una delle strade da percorrere poteva essere raccontare la sua storia. Così, girando, ho trovato altre storie simili, mi rendevo conto di quanto questo fenomeno fosse diffuso. Tutte le donne che ho incontrato hanno fatto un percorso interiore e hanno meditato moltissimo, arrivando alla fine a seguire il loro talento. Il loro cambiamento interiore si è manifestato alla fine anche nella loro professione". Una di queste donne è Elena: "Perché fai collane e non pizze - le ho chiesto un giorno -? Perché mi piace fare collane, mi ha risposto. Le ho detto: bene, questo è il tuo talento. Il taglio che abbiamo dato all'incontro è proprio questo: dimostrare come si possa cambiare senza dover andare a Copacabana, tirando fuori un talento di cui spesso dimentichiamo persino l'esistenza". Quattro storie, quatto cambiamenti che si snoderanno nel corso dei due incontri organizzati dall'associazione Arpège ai quali parteciperanno anche una pedagogista clinica e una consulente filosofica (il 16), due psicologhe-psicoterapeute (il 30). L'iscrizione è gratuita.


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2 commenti:

vedrei il bisogno non sempre sotto una cattiva luce..spesso e' quello che spinge a mettersi in gioco..cosa si ha da perdere?
Fare collane..orecchini.. fare con le proprie mani e' inventare ogni giorno un po' di noi da donare agli altri. Se poi diventa mezzo per vivere dignitosamente direi che e' il massimo. C'e' tanta gente che fa un lavoro che non sente proprio..io per esempio.

Sono pienamente d'accordo. E' soprendente quanta capacità di reinvetarsi ci sia nelle donne oggi.

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